La Terra ci è stata data in prestito dai nostri figli - Giovanni De Peppo
aprile 30, 2009 di admin
Articolo nella categoria: La Voce dei Candidati
Alla scadenza delle prossime elezioni amministrative nella nostra città, ci dobbiamo porre l’interrogativo se rischiare di riconsegnare Livorno ad una maggioranza che ha ritrovato tutti i meccanismi del partitismo fatto di assetti, posizioni e schieramenti preconcetti che hanno smarrito un cammino che, pur con limiti, aveva portato al centro dell’azione amministrativa l’interesse complessivo della città e lo slancio di un progetto per Livorno che guardasse al futuro.
Cinque anni di incertezze, prive di un idea hanno fatto ripiegare e mortificato una comunità che aveva provato a guardare all’Europa ed al Mediterraneo con una spinta di innovazione ed in una visione che fuggiva dai localismi e dal provincialismo.
Oggi sono a fianco di Gianfranco Lamberti che ha l’esperienza, il coraggio e la stoffa per riportare Livorno ad essere una città che guarda al di la dei suoi confini.
La partita d’altra parte è difficile in quanto il contesto è quello di una complicatissima crisi economica che si intreccia con tutti i possibili temi del governo di una città che oggi soffre anche per l’inerzia del governo locale.
La sfida deve esser comunque giocata a ricomporre gli interessi dell’intera comunità livornese interpretando un progetto che, ponendo il lavoro al centro della sua azione, con la forza dell’innovazione, possa ridare alla città uno sviluppo compatibile con le risorse ambientali e che sappia coniugare dunque economia ed ecologia.
Se proviamo a declinare la green economy a Livorno dobbiamo pensare ad un governo della città che facilita, favorisce, aiuta, attrae, attraverso scelte ecologicamente corrette un economia che oggi appunto orienta il mercato verso azioni che possano creare e ricercare consumatori a loro volta orientati su scelte di consumi più oculati e responsabili. Il risparmio energetico, il riuso dei materiali, la riqualificazione egli edifici in chiave ecologica, la manutenzione ed il ripristino dell’esistente, la cultura, il turismo, non solo quello tradizionale, ma quello dolce mare-costa, la nautica da diporto e le riparazioni navali che devono esser compatibili con la città del mare possono essere i titoli del “creare occasioni di lavoro”.
Le scelte e le azioni dell’Amministrazione Comunale nel suo complesso non possono oggi che seguire coordinate tese ad incrementare uno sviluppo che non necessariamente significa crescita, ma che sicuramente diventa qualità e benessere.
Il territorio, innanzitutto, è il valore assoluto che va oggi salvaguardato e considerato come il capitale da non dilapidare. La scelta è quella di considerare come limite invalicabile della città costruita il sistema pedecollinare ed il valore che lo stesso rappresenta in termini di bilanci ambientali per Livorno.
Tale indirizzo nelle scelte di rivisitazione del piano urbanistico deve rappresentare lo sforzo e la consapevolezza di investire e riqualificare oggi sulla città costruita, sul centro, sui borghi, sui quartieri nord e sulla linea di costa fino a Quercianella in termini di qualità se si vuole e si desidera pensare a Livorno come la città della qualità che diventa calamita di iniziative e lavoro.
I nuovi stadi, i nuovi cimiteri, i nuovi ospedali non sono altro che i grimaldelli degli interessi particolari per trasformare aree di rispetto in improbabili periferie. Le parole chiave devono essere riuso, riqualificazione, qualità urbana e lavoro che da questo ne viene.
La questione energia, che dell’economia della città fa parte, settore capace di offrire occasioni produttive importanti nella nostra area, deve essere affrontata e si deve da subito orientare e concentrare sulle opportunità che si evidenzieranno progressivamente nella perdita di centralità strategica di petrolio e del gas. Già da oggi Livorno può guardare al futuro investendo sulle energie alternative,
Livorno è anche la città dl vento e dobbiamo avere il coraggio di investire subito nell’eolico favorendo una centrale eolica delle dimensioni almeno di quella già sorta a Pontedera e dobbiamo pensarla in area portuale e a servizio della città, ma non solo, l’Amministrazione dovrà guardare alle energie alternative non solo come un segnale, ma considerando il know out , gli incentivi alle imprese ed ai privati come volano per una spinta dell’intero settore.
Reindustrializzare in green economy: lo strumento Livorno lo possiede. SPIL è nata per favorire ed attivare lavoro ed diventato purtroppo soggetto che acquista con i soldi pubblici teatri per farne parcheggi, ma noi dobbiamo ripensare strategicamente al ruolo della Società e trasformarla in reale soggetto di reindustrializzazione che guarda alla nuova economia.
La mobilità urbana ha bisogno di un immediato intervento di ripianificazione che deve concretizzarsi in pochi mesi ed interventi certi e definiti che specificheremo, per un progetto che tenga conto dell’emergenza e della necessità di una accessibilità alle funzioni del centro cittadino prevedendo politiche innovative anche sulla sosta dei veicoli con una adeguata strategia sui parcheggi. In una logica di prospettiva dobbiamo ritrovare il coraggio di ripensare all’azienda dei trasporti in modo radicale anche attraverso la possibilità di un progetto di Tramvia leggera ed una rivisitazione complessiva della rete del TPL. Le utenze deboli devono essere il parametro di scelta che ci deve permettere di entrare, fruire e vivere la città favorendo e consentendo ad ogni cittadino livornese di sentirsi in un contesto urbano che favorisce tutte le funzioni con equilibrio, residenza, commercio, sicurezza.








