10-03-2010

Impudenza, propaganda e musei - Francesca Cagianelli

giugno 1, 2009 di admin  
Articolo nella categoria: La Voce dei Candidati

A cinque giorni dalle elezioni amministrative la Giunta Cosimi proclama improbabili progetti museali.

Il paradosso secondo cui una Giunta quale quella che dal 2004 al 2009, che ha smantellato il prestigio di un Museo Civico di valenza nazionale ed internazionale, riducendolo a contenitore incolore di iniziative eterogenee e scarsamente qualificate, e che, ed è proprio l’aspetto davvero più grave di una politica culturale volta a strategie di cortissimo respiro, intenderebbe decuplicare i luoghi museali senza alcuna consapevole e qualificata capacità operativa e progettuale, sembra davvero non tanto opera di propaganda, quanto rivelazione di impudenza.

Laddove cioè si è sistematicamente fallito in un’iniziativa museale che oggi appare confinata negli argini di una autoreferenzialità assoluta, stigmatizzata tra l’altro non solo dall’intera comunità cittadina, ma anche dal contesto nazionale, laddove cioè il calendario di Villa Mimbelli è scomparso dalle cronache culturali italiane, si cerca oggi disperatamente di propagandare l’apertura di nuovi spazi museali: ma a vantaggio di chi?

Forse per moltiplicare le occasioni di nepotismo e di clientelismo, o forse per confezionare occasioni per quei candidati di certe liste pseudo-culturali che hanno messo il loro voto a vantaggio del Sindaco uscente?

Non resta allora che augurarsi che lo spazio angusto di una tale strategia culturale non trovi altri spazi di propaganda e che gli elettori livornesi comprendano come la città di Livorno non ha bisogno di altri cinque anni di improvvisazione sostenuta da altrettanta impudenza: troppi fallimenti in sede museale si sono dovuti registrare durante la stagione amministrativa di Cosimi, per volere resistere altri cinque anni ai margini di un processo di crescita culturale in sintonia con il contesto nazionale.

Tra le scartoffie: alla ricerca dell’impunità - Francesca Cagianelli

maggio 30, 2009 di admin  
Articolo nella categoria: La Voce dei Candidati

Soddisfatti del successo dell’iniziativa della Lista “Confronto per Livorno”, svoltasi recentemente di fronte alle rovine del Cinema Odeon per denunciare lo scempio epocale perpretato dalla Giunta Cosimi e condannato dall’intellighenzia italiana sulle pagine delle cronache nazionali, accogliamo con un sorriso di compatimento e un’avvilente sensazione di sconforto la prevedibile, quanto futile e ancora una volta paradossale reazione del Sindaco uscente che esibisce spavaldamente alla stampa una presa d’atto della Giunta del 2003.

Con tale atto lo sprovveduto quanto calunniatore comitato elettorale a sostegno di Cosimi bramerebbe un’impossibile impunità rispetto allo scandaloso acquisto milionario e quindi alla selvaggia demolizione dell’Odeon, proprio nell’anno delle celebrazioni del centenario del Futurismo.

Con questo atto l’intera Giunta comunale capeggiata da Cosimi si è messa fuori dalla storia, anzi si è sottoposta al suo implacabile giudizio, rivelando, unica Giunta in tutta l’Italia, un’esecrabile quanto anacronistica aggressività nei confronti del patrimonio artistico e architettonico livornese.

Ed ecco che, con una impareggiabile grossolanità di ragionamento politico e con una totale inosservanza dei valori civici che invece si addicono a una virtuosa amministrazione, si vorrebbe aggiungere allo scandalo della demolizione, l’impudenza di un raggiro nei confronti del cittadino tramite fuorvianti quanto farneticanti pretesti burocratici.

Quindi, per chi non conoscesse il valore di una “presa d’atto” relativa alle possibili destinazioni d’uso di un Bene Culturale, in questo caso l’Odeon, rispetto alla violenza e all’arbitrio di una demolizione, equiparabile soltanto alle più infauste iniziative della storia italiana, siamo noi a venire in soccorso di una definitiva chiarezza.

La decisione di Giunta del 26 marzo 2003, peraltro ampiamente già da tempo resa nota dal quotidiano “Il Tirreno”, costituiva la presa d’atto di un’istruttoria predisposta dai tecnici del Comune in relazione al quesito posto da parte del privato, allora proprietario dello storico cinema, sulla compatibilità di un possibile cambio di destinazione d’uso con le normative urbanistiche vigenti. Si badi bene: non si trattava della valutazione di un preciso progetto; la proprietà aveva espresso solo una mera dichiarazione di intenti.

Non sfugge che tale relazione, sottoposta all’attenzione della Giunta, enunciava solo eventuali futuri scenari, vista l’assenza a quella data di un qualsiasi preciso progetto, se non, come abbiamo detto, a livello di un quesito e di molte velleità. L’ottimo estensore di quel rapporto segnalava con chiarezza che sulla base dei dati acquisiti l’intervento non sembrava comportare “alcuna modifica dell’attuale involucro edilizio”, e che vi era compatibilità con il Regolamento urbanistico, ma che, in ogni caso, sarebbe stato necessario un preventivo parere della Commissione edilizia integrata, l’organo comunale al quale è demandato ogni parere su interventi edilizi relativi a beni di valore storico e architettonico.

E’ evidente quindi che non esistono atti sottoscritti dalla Giunta Lamberti che prevedevano la scellerata demolizione del cinema di Virgilio Marchi! Al contrario un parere di estrema cautela, assai chiaro nei vincoli procedurali posti per un simile intervento, patrocinato a quella data dal privato proprietario e gestore di quella sala.

L’accanimento cosimiano nel deresponsabilizzarsi attraverso la calunnia dell’amministrazione Lamberti svela dunque il paradosso, anzi, il grottesco, di una campagna elettorale che sta davvero sfiorando i vertici della paranoia e della diffamazione: si rovista tra le scartoffie d’ufficio per aggrapparsi ad una speranza di assoluzione.

E se davvero il sindaco uscente, Alessandro Cosimi, avesse seguito “il cammino aperto dall’amministrazione precedente” come oggi afferma, se avesse avuto la premura di leggersi quanto pubblicato nel 2002 da “CN”, la rivista promossa dal Comune, che in altri anni informava i cittadini non solo di rapporti autocelebraitivi di fine mandato, forse avrebbe colmato la sua ignoranza in merito all’illustre stagione architettonica rappresentata a livello nazionale dal Cinema Odeon e dal suo architetto Virgilio Marchi.

Ma i cittadini livornesi, quelli che, pur sgomenti di quello scenario di devastazione, hanno comunque dibattuto con entusiasmo con noi, stanno finalmente comprendendo che, senza scartoffie e senza clacque, senza propaganda e raggiri, si può finalmente ripristinare la verità: quella di un’azione amministrativa che nel 2004 ha restituito il teatro Goldoni alla comunità livornese, e l’altra, di segno totalmente opposto, che con la foga dell’improvvisazione ha derubato nel 2007 la stessa comunità di un bene insostituibile, lasciando dietro di se solo il fumo delle macerie.

2004-2007: sono bastati tre anni per dare il segno a Livorno di un degrado culturale, non solo dei beni architettonici, ma anche e soprattutto di un’intera classe politica.

Impressioni - di Susanna Mainardi

maggio 28, 2009 di admin  
Articolo nella categoria: La Voce dei Candidati

Un Comitato Elettorale non è mai stato, nella mia esperienza politica a sinistra, un soggetto politico abilitato a dettare la linea di un partito o di una coalizione.
Questa, infatti, era  appannaggio degli organismi dirigenti del partito, regolarmente eletti,  e veniva espressa da chi li rappresentava.
Leggere l’intervento del Comitato presieduto da te , Gian Marco Iardella, nel quale si fanno affermazioni assurde , vergognose ed irrispettose su Lamberti e su coloro che compongono  la lista Confronto, tutte persone di grande valore e grande qualità , cosa ben diversa dai molti riciclati ed inventati presenti nelle liste del P.D ( coloro che una volta proprio tu chiamavi nani e ballerine , ti ricordi?)  leggo appunto che veniamo  accusati di essere addirittura organici al PDL.
Questo modo di far politica sinceramente ancora una volta ci conferma dove vadano ricercate le responsabilità della grave crisi politica in cui versa il nostro paese , crisi che purtroppo colpisce sempre più l’elettorato di centro sinistra, ciò  sta avvenendo anche nella nostra città , fenomeno che spesso si manifesta con l’astensione al voto,  la nostra lista  è  sicuramente una possibile alternativa per quell’elettorato che si riconosce nei valori della sinistra ma che non vuole rivotare un  sindaco che ha passato cinque anni ad annunciare ma a non fare ,lanciando in maniera spesso maniacale accuse sul passato, anziché a  lavorare per risolvere i problemi , come tutti i Sindaci prima di lui hanno saputo fare e bene .
Nel nostro paese e nella nostra città è mancata la capacità del confronto e il coraggio di mettere in discussione cosa o Chi non andava bene, è  proprio questo il motivo per cui molti si sono trovati a disagio a seguire questa deriva e ritengono invece , che la sinistra debba fare un serio esame di coscienza, per cambiare rotta e recuperare tutti coloro i quali non vogliono rassegnarsi a starsene a casa, ma che attraverso il coraggio delle proprie idee vogliono dire la sua e provare a cambiare le cose.
Ho trascorso  anni facendo politica tra la gente vera, dei quartieri popolari, in una realtà come Corea, in cui la politica è sempre stata la soluzione dei problemi, gli sfratti, i figli da far lavorare, gli anziani soli, i fenomeni di emarginazione. E’ combattendo queste battaglie che la sinistra ha conquistato la sua credibilità, stando vicino ai cittadini  tutti i giorni e non solo durante le campagne elettorali, per sostenere qualcuno. I comitati elettorali durano appena il tempo delle elezioni, ma i problemi non risolti rimangono e non possono essere cancellati con le provocazioni nei confronti di chi critica questo stato di cose e cerca attraverso  il proprio impegno alla luce del sole e senza scendere a patti con nessuno di dare risposte credibili e dignitose ai problemi quotidiani dei nostri cittadini.

La Fortezza Vecchia - Francesca Cagianelli

maggio 25, 2009 di admin  
Articolo nella categoria: Cultura, La Voce dei Candidati

fortezzaSe in tempi recenti si è lottato, soprattutto da parte del governo nazionale, in direzione del recupero dei teatri e del restauro delle fortezze, coinvolgendo il Ministero dei Beni Culturali e i principali Enti bancari territoriali ai fini del reperimento delle risorse, a Livorno l’Amministrazione guidata dal Sindaco uscente, Alessandro Cosimi, ha preferito l’appaltamento della gestione a ditte di ambito locale, non specificatamente attive in tale settore, con effetti di notevole improvvisazione, non tanto nell’ambito dell’attività spettacolare, quanto piuttosto nel settore culturale, letteralmente e progressivamente scalzato dall’attività di ristorazione.
Cinque anni di tale gestione hanno determinato infatti una prevalente identificazione della Fortezza Vecchia in sede di ristorazione, mentre le iniziative espositive, a dire il vero scarse, non hanno raggiunto alcun apprezzabile riscontro turistico, nè tanto di meno di gradimento da parte di una stampa che non fosse squisitamente locale.
A fronte di tale scadimento delle attività artistiche ed espositive, si è voluto potenziare indebitamente la funzione della discoteca, gestita senza alcun senso di compatibilità con la vocazione del luogo.
Quella di un monumento che in quanto bene culturale avrebbe necessitato di un’attenzione diversa da parte dell’Amministrazione Comunale in termini di strategie di restauto, da ricercarsi quest’ultime nell’ambito di un coordinamento più illumnato con Stato e Regione.
E forse sarebbe davvero da ripensare il meccanismo amministrativo che ha consentito all’Amministrazione Comunale una totale deresponsabilizzazione rispetto ad una gestione privata che certamente non ha contribuito in termini sostanziosi alla manutenzione di tale bene architettonico primario della Città di Livorno.
Forse prima di bandire la gara di appalto, sarebbe stato necessario prodigarsi nella concertazione di una strategia che potesse convogliare a Livorno il necessario finanziamento per il completamento dell’opera complessiva di restauro del Bene, come si è fatto per le Fortezze della Garfagnana, niente affatto inferiori a quelle livornesi.

LA SCUOLA - di Caterina Cassetti

maggio 22, 2009 di admin  
Articolo nella categoria: La Voce dei Candidati

Sulla stampa di questi giorni compaiono notizie preoccupanti sulla difficile situazione  economica in cui versano i nostri istituti scolastici e in generale sulla crisi, anche occupazionale, che sta vivendo la scuola pubblica.

Sono un’insegnante e vivo nel mio lavoro tutti i giorni queste preoccupazioni, ma  ho la sensazione che i temi della formazione e dell’istruzione scolastica, nella nostra città non riscuotano, in generale, molto interesse, e che siano stati fino ad oggi sottovalutati: non è così però per la lista del candidato a Sindaco Lamberti .

Il programma che abbiamo presentato affronta in modo incisivo le questioni relative alle politiche scolastiche e, se sarò eletta, queste saranno sicuramente temi centrali della mia attività.

Sono questi i giorni in cui vengono definiti gli organici delle scuole della provincia, giorni che tutto il personale della scuola vive con apprensione per i tagli annunciati. Giorni fa “Il Tirreno“ annunciava enfaticamente la tenuta degli organici delle scuole elementari: ma c’è da essere veramente soddisfatti per una riduzione di soli: 30 maestri ? L’anno prossimo sicuramente lavoreranno nelle nostre scuole elementari meno insegnati precari e,quindi meno insegnanti giovani e motivati. Ed inoltre, siccome “i conti devono tornare”, cosa succederà alle medie e alle superiori? 30 ore settimanali invece delle attuali 33 in tutte le classi delle medie, e non solo nelle prime, comporterà sicuramente perdita di posti di lavoro.

Ma non voglio farne solo un problema occupazionale: come cambierà il modo di fare scuola? Quale vantaggio trarranno i nostri figli da una riduzione del tempo scuola ?

La mobilitazione ad ottobre di insegnanti e genitori ha reso possibile la difesa del tempo pieno, ma siamo sicuri che non ne sia stato stravolto il significato didattico e che diventerà solo un parcheggio per figli di madri lavoratrici?

Sono molti quindi i motivi di preoccupazione e di incertezza su quello che sarà della qualità della scuola pubblica.

I Taradash e i Cosimi  non mi sembra che si siano accorti, finora, di questi problemi che preoccupano genitori e insegnanti. Mi si dirà che sono coinvolte responsabilità del governo nazionale e che quindi nulla possono le amministrazioni locali. Questo è secondo me un grave errore non solo perchè in un futuro molto prossimo Regione - e quindi Provincia e Comune - avranno compiti più ampi in materia di politiche scolastiche, ma anche perchè l’amministrazione locale, l’istituzione più vicina al cittadino, ha il dovere di concorrere, il più possibile, a garantire uno dei  diritti fondamentali e cioè il diritto all’istruzione.

E’ pertanto indispensabile che in città si apra un confronto sui problemi attuali e futuri della scuola . E la lista “Confronto per Livorno” se ne fa promotrice.

La prima di queste iniziative si terrà il 25 maggio alle ore 17 presso la sede della Circoscrizione 5.

In questa occasione la lista “Confronto per Livorno” con Gianfranco Lamberti come suo candidato a Sindaco, presenteranno le linee programmatiche per la futura amministrazione della città in materia di scuola ed in generale dei servizi, aprendo un dibattito costruttivo con operatori del mondo della scuola, organizzazioni sindacali e tutti i cittadini che vorranno partecipare

Per la Lista  Confronto per Livorno

Maria Caterina Cassetti

Cosa fare per incrementare il turismo a Livorno - di Mariateresa Talarico

maggio 18, 2009 di admin  
Articolo nella categoria: La Voce dei Candidati

La città di Livorno è la città più rappresentativa della costa Toscana, una delle regioni più turisticamente  attraenti del mondo. Essa rappresenta, oggi come 400 anni fa, un centro economico e culturale aperto al mondo.

Livorno è il “biglietto da visita” della Toscana, ed ha particolari caratteristiche di unicità, come città di mare, per attirare il turismo. Non è un caso che l’aumento esponenziale, negli ultimi 10 anni,  delle navi da crociera, ha trasformato aree del porto mercantile in aree di accosto turistico.

Il turismo sarà sempre di più una fonte economica , e dobbiamo attivare tutte le nostre risorse per migliorare le strutture e i servizi che la città può realmente offrire. Non voli pindarici su ipotesi di cose irrealizzabili, ma cose concrete che dobbiamo attivare subito, per recuperare questi ultimi 5 anni di scarsa attività.

Abbiamo una buona offerta di infrastrutture culturali quali La Villa Mimbelli, il Goldoni, Villa Henderson etc., ma per il resto le proposte della città di Livorno che offriamo ai tour-operators,  non sono adeguate  alla qualità delle aspettative  dei turisti, la stessa Fortezza Vecchia necessita ancora di molti restauri.

In questi anni abbiamo notato che le presenze in città hanno due tipologie ben caratterizzate:

Il Turismo da crociera: La fascia oraria giornaliera di scesa in città si concentra fra le 9,30 e le 16,30, con il picco di massima circolazione fra le 10 e le 13. Molti turisti alle 13 ritornano a bordo per mangiare (un servizio già pagato).

In questo poco tempo a disposizione si devono concentrare le offerte turistiche di Livorno.

- Il giro dei fossi, pacchetto consolidato, necessita urgentemente di una qualificazione della via d’acqua. Le mura dei fossi devono essere pulite,  le aree esterne delle  cantine imbiancate (almeno esternamente), per esaltarne la tipicità, all’interno di un rigoroso progetto architettonico  che  valorizzi l’impianto e la tradizione storica. Gli scalandroni puliti e liberi per  eventuali fermate anche d’emergenza. Occorre urgentemente individuare un’area del lungofosso certa per l’imbarco dei   turisti.

incrementare un giro specifico del Sightseeing tour bus che preveda giro del Lungomare -  Antignano-Romito-Castellaccio-Santuario di Montenero. con l’individuazione di un’ampia area di parking panoramico.

Un pacchetto specifico che leghi il giro in Venezia con lo shopping tour e Mercato Centrale

Un  pacchetto turistico - religioso che metta in evidenza la storica multi -religiosità di Livorno e  preveda  il giro delle chiese storiche del centro, gli edifici sacri, con la Chiesa della Madonna, la Chiesa degli Olandesi, quella degli Armeni, etc. il museo diocesano la visita alla Sinagoga e al Museo ebraico;

Piste e itinerari ciclabili: attualmente e incredibilmente i gruppi di ciclisti delle navi da crociera vengono indirizzati a Tirrenia . Urgente un itinerario ciclabile che colleghi il porto mediceo con il lungomare fino a Antignano.

Il Turismo italiano/europeo

Livorno non ha soltanto il porto ma ha anche una meravigliosa costa che con le dovute accortezze può diventare una attrazione unica in Toscana:

Innanzitutto la viabilità della città dovrà essere rivista, modernizzando i mezzi e creando uno scambio intermodale (treno, bus urbano, bus extraurbano, auto, intorno alla stazione ferroviaria), per accellerare e coordinare i trasferimenti tra la stazione ferroviaria e la città,  il porto e la costa.

I tipi di incamig turistico sono anche di stampo sportivo; perché non attivare tutte le condizioni che possono garantire avvenimenti sportivi, anche invernali, quali il ciclismo, la vela il nuoto e tutti gli numerosi  sports legati alle buone infrastrutture cittadine. In questo contesto è fondamentale riprendere in mano il piano della costa, per  attivare le aree di accosto nella zona della Bellana – Scoglio della Regina  e i   parcheggi  di competenza.

Il turismo religioso di Montenero: occorre mettere in sicurezza l’area della collina del Santuario per  garantire una adeguata accoglienza  al milione di visitatori che si  recano già spontaneamente alla Patrona della Toscana.

Comporre  un progetto per un  itinerario tipo la  “Via dell’Amore” da Antignano a Quercianella con sentieri e piste ciclabili, nonché parcheggi ecocompatibili, salvaguardando rispettosamente la costa e il suo verde, mettendo in sicurezza le discese al mare  a tutela dei numerosi  bagnanti.

I servizi al turismo dovranno sempre essere legati al rapporto qualità-prezzo degli standards europei e competere con personale qualificato, in sinergia costante con le  scuole e i corsi di formazione professionale di specializzazione turistica.

C’è ancora tanto da fare e da costruire per favorire il lavoro. Questo è il mio rigoroso impegno in questa campagna elettorale con la lista Confronto per Livorno.

La qualità del tempo - visione della città di Francesca Pritoni

maggio 11, 2009 di admin  
Articolo nella categoria: La Voce dei Candidati

“D’una città non godi le sette o settantasette meraviglie, ma la risposta che dà a una tua domanda.”

(Marco Polo)

Mi piace l’Ipercoop. Non ci fa nè caldo nè freddo, arrivo, piove, non piove, parcheggio tac! Facile, luminoso, ricco, pieno. Mamma posso levarmi il giacchetto? Certo amore. Mamma prendiamo il carrello macchinina? Certo amore.

Ah, bene.

Ci vuole di poter fare la spesa così. Lui fa brum brum, io mi destreggio tra gli scaffali e le offerte speciali, che poi si vede che mangiamo tutti le stesse cose, quando c’è l’offerta dei tortellini appaiono più o meno in tutte le case che frequento, suocera, mamma, amica… ma il portafoglio è sottile e meno male che ci sono le offerte.

Anzi sai cosa? Quasi quasi mi compro anche una borsetta nuova, ma di tessuto, così quando sarà sdrucita (molto presto) non farà notare di non essere di pelle. Pace se ce l’hanno in tante, è nuova, l’investimento è modesto, la soddisfazione facile e veloce.

Sembra incredibile che a Livorno ci sia la Porta a Terra. Ormai ci siamo abituati, ma se ripenso a pochi anni fa… e poi è fatta anche benino, no? Navacchio è squallidissima, in confronto. Ecco. Navacchio mi ricorda i primi pomeriggi da consumisti all’inizio degli anni ’80, quando si attendeva sul sedile di dietro respirando aria viziata di arrivare al Carratore, o da Desio e Robè. Capannoni, roba da preistoria.

Le Fonti del Corallo invece sono proprio belline, hanno un loro perchè.

Ah, bene.

Via, fila, pago, mamma gliela do io la tessera alla signora alla cassa? Sì amore. Bellino il bimbo, quant’ha? Tre anni e mezzo, vero Piccolo?

Borsetta! Giro tutto in tondo, eccoci allo scivolo.

Mamma posso fare la foto ricordo sulla macchina di Batman?

Eh, no.

Questo no.

Questo non è un posto dove fare la foto ricordo. Il ricordo si fissa con la curiosità, con la scoperta, con la fatica.

E’ legato a un luogo particolare, non si confeziona ad hoc. Se non venisse scritto “Livorno” nella cornicina della foto potremmo trovarci ovunque. Forse siamo a Trude? La città invisibile di Calvino che può essere in ogni luogo uguale a se stessa?

Domani si va in centro. Compriamo la sogliolina fresca che piace a te, vuoi? Poi si va a vedere le navi, mamma ti fa vedere i pescherecci, magari la tua sogliola l’ha portata proprio uno di quelli che vedremo (viva la filiera corta!).

A Trude non si trova Piazza Cavallotti, non si trova il Mercato Centrale, mamma da piccola andava a scuola qui di fronte, vedi? Eh, sì, è arancione… bella, eh?

Hai visto lì sotto quella barcona di legno? E’ la barca su cui voga lo zio, fa un sacco di fatica. Scendiamo a vederla da vicino? Certo amore.

Ah, bene. La mia città è proprio ricca. E’ ricca di potenzialità. Il Centro. Venezia. Fortezza Vecchia. Fortezza Nuova. Anche il Parterre. Il Goldoni, il Mascagni.

Modigliani, Fattori.

Il Ponce, il 5 e 5.

Il frate.

Niente di tutto questo è a Trude. Niente di tutto questo è altrove se non proprio e solo qui. E il portafoglio assottigliato è frustrante a Trude, mentre aguzza la creatività e la soddisfazione qui. No… non è vero che si pensa di costruire un’altra Trude a Livorno, non può essere…

Pensiamoci noi, cambiamo le cose, e vedrai, amore.

Al porto non ci sono più le transenne brutte che graffiano le dita a delimitare i moli e imbarbarire l’orizzonte. C’è un bello spazio per giocare, ci sono esposti tutti gli attrezzi tipici della navigazione, mamma te li fa vedere, con pochi accorgimenti il porto è diventato un luogo da vivere anche per chi non arriva e non parte.

Guarda, ci sono i nonni! Sono venuti qui a piedi, hanno passeggiato tranquilli e si sono goduti tutta Via Grande. C’è anche la bisnonna con Lucyna che meno male che è venuta dalla Polonia, sennò come si faceva… ha visto il sole e l’ha portata fuori a vedere ancora un po’ di mondo, è proprio brava.

Usciamo dal porto? Camminiamo verso il lungomare? Hai visto? Non c’è più il muretto di ferro che se lo tocchi ti porti via la manina, sai? Non c’è più la distesa di pannelli di legno… Puoi riempire occhi e naso di mare!

Ops! Scade il parcheggio… un attimo che mamma manda un sms e siamo a posto.

Gioca un po’ con questi altri bambini, tanto è tutto pulito, c’è il cancellino, mamma si connette e lavora un pochino con il portatile, ok?

Ti va di fare merenda con il frate? Come cos’è? No, no, non c’entra niente con quello che mangia Homer Simpson, brrr… Guarda qui, ha il marchio di Livorno, vuol dire che è pensato e prodotto proprio qui… non si trova da nessun’altra parte.

Stasera andiamo in Fortezza, lì dove c’è quella torre, sai? Da lassù si difendeva il porto dai nemici, come fai te a casa con il tuo castello, sai?

Sarà una serata bellissima (e mamma e babbo si baceranno forte, lassù…).

Ehi, mamma, guarda! Quella nave che passa è più grande di un palazzo!

E’ vero, Piccolo, vieni, corri, abbraccia mamma vicino stretto stretto che ci facciamo una bella foto ricordo.

La Terra ci è stata data in prestito dai nostri figli - Giovanni De Peppo

aprile 30, 2009 di admin  
Articolo nella categoria: La Voce dei Candidati

Alla scadenza delle prossime elezioni amministrative nella nostra città, ci dobbiamo porre l’interrogativo se rischiare di riconsegnare Livorno ad una maggioranza che ha ritrovato tutti i meccanismi del partitismo fatto di assetti, posizioni e schieramenti preconcetti che hanno smarrito un cammino che, pur con limiti, aveva portato al centro dell’azione amministrativa l’interesse complessivo della città e lo slancio di un progetto per Livorno che guardasse al futuro.

Cinque anni di incertezze, prive di un idea hanno fatto ripiegare e mortificato una comunità che aveva provato a guardare all’Europa ed al Mediterraneo con una spinta di innovazione ed in una visione che fuggiva dai localismi e dal provincialismo.

Oggi sono a fianco di Gianfranco Lamberti che ha l’esperienza, il coraggio e la stoffa per riportare Livorno ad essere una città che guarda al di la dei suoi confini.

La partita d’altra parte è difficile in quanto il contesto è quello di una complicatissima crisi economica che si intreccia con tutti i possibili temi del governo di una città che oggi soffre anche per l’inerzia del governo locale.

La sfida deve esser comunque giocata a ricomporre gli interessi dell’intera comunità livornese interpretando un progetto che, ponendo il lavoro al centro della sua azione, con la forza dell’innovazione, possa ridare alla città uno sviluppo compatibile con le risorse ambientali e che sappia coniugare dunque economia ed ecologia.

Se proviamo a declinare la green economy a Livorno dobbiamo pensare ad un governo della città che facilita, favorisce, aiuta, attrae, attraverso scelte ecologicamente corrette un economia che oggi appunto orienta il mercato verso azioni che possano creare e ricercare consumatori a loro volta orientati su scelte di consumi più oculati e responsabili. Il risparmio energetico, il riuso dei materiali, la riqualificazione egli edifici in chiave ecologica, la manutenzione ed il ripristino dell’esistente, la cultura, il turismo, non solo quello tradizionale, ma quello dolce mare-costa, la nautica da diporto e le riparazioni navali che devono esser compatibili con la città del mare possono essere i titoli del “creare occasioni di lavoro”.

Le scelte e le azioni dell’Amministrazione Comunale nel suo complesso non possono oggi che seguire coordinate tese ad incrementare uno sviluppo che non necessariamente significa crescita, ma che sicuramente diventa qualità e benessere.

Il territorio, innanzitutto, è il valore assoluto che va oggi salvaguardato e considerato come il capitale da non dilapidare. La scelta è quella di considerare come limite invalicabile della città costruita il sistema pedecollinare ed il valore che lo stesso rappresenta in termini di bilanci ambientali per Livorno.

Tale indirizzo nelle scelte di rivisitazione del piano urbanistico deve rappresentare lo sforzo e la consapevolezza di investire e riqualificare oggi sulla città costruita, sul centro, sui borghi, sui quartieri nord e sulla linea di costa fino a Quercianella in termini di qualità se si vuole e si desidera pensare a Livorno come la città della qualità che diventa calamita di iniziative e lavoro.

I nuovi stadi, i nuovi cimiteri, i nuovi ospedali non sono altro che i grimaldelli degli interessi particolari per trasformare aree di rispetto in improbabili periferie. Le parole chiave devono essere riuso, riqualificazione, qualità urbana e lavoro che da questo ne viene.

La questione energia, che dell’economia della città fa parte, settore capace di offrire occasioni produttive importanti nella nostra area, deve essere affrontata e si deve da subito orientare e concentrare sulle opportunità che si evidenzieranno progressivamente nella perdita di centralità strategica di petrolio e del gas. Già da oggi Livorno può guardare al futuro investendo sulle energie alternative,

Livorno è anche la città dl vento e dobbiamo avere il coraggio di investire subito nell’eolico favorendo una centrale eolica delle dimensioni almeno di quella già sorta a Pontedera e dobbiamo pensarla in area portuale e a servizio della città, ma non solo, l’Amministrazione dovrà guardare alle energie alternative non solo come un segnale, ma considerando il know out , gli incentivi alle imprese ed ai privati come volano per una spinta dell’intero settore.

Reindustrializzare in green economy: lo strumento Livorno lo possiede. SPIL è nata per favorire ed attivare lavoro ed diventato purtroppo soggetto che acquista con i soldi pubblici teatri per farne parcheggi, ma noi dobbiamo ripensare strategicamente al ruolo della Società e trasformarla in reale soggetto di reindustrializzazione che guarda alla nuova economia.

La mobilità urbana ha bisogno di un immediato intervento di ripianificazione che deve concretizzarsi in pochi mesi ed interventi certi e definiti che specificheremo, per un progetto che tenga conto dell’emergenza e della necessità di una accessibilità alle funzioni del centro cittadino prevedendo politiche innovative anche sulla sosta dei veicoli con una adeguata strategia sui parcheggi. In una logica di prospettiva dobbiamo ritrovare il coraggio di ripensare all’azienda dei trasporti in modo radicale anche attraverso la possibilità di un progetto di Tramvia leggera ed una rivisitazione complessiva della rete del TPL. Le utenze deboli devono essere il parametro di scelta che ci deve permettere di entrare, fruire e vivere la città favorendo e consentendo ad ogni cittadino livornese di sentirsi in un contesto urbano che favorisce tutte le funzioni con equilibrio, residenza, commercio, sicurezza.

LA LISTA di Gianluca Bacci

aprile 23, 2009 di admin  
Articolo nella categoria: La Voce dei Candidati

La campagna elettorale entra nel vivo ma, per la lista “Confronto per Livorno”, l’attenzione di alcuni resta concentrata sulla posizione che, in caso di un eventuale ballottaggio, il candidato Lamberti  andrebbe ad assumere. Vale la pena di evidenziare alcune cose: per quale motivo la stessa domanda non viene rivolta agli altri candidati? E perché, invece di rivolgere domande su questioni maggiormente legate a temi importanti per la città come: occupazione, traffico, parcheggi, ecc. ecc., si preferisce parlare di se e di ma ? Perché a nessuno di questi signori viene in mente di chiedersi perchè ?

Perché individui diversi per estrazione sociale, esperienze lavorative, formazione ed interessi, hanno sentito il bisogno di impegnarsi, sacrificando tempo libero e famiglia, in questa nuova esperienza ? Vi garantisco che nessuno di noi è stato “costretto” a partecipare a quest’avventura e che, ancor più, nessuno ci ha promesso qualcosa. Mi si potrebbe rispondere che siamo semplici marionette nelle mani del candidato Sindaco e che saremo utilizzati per la campagna elettorale.  Non mi sento offeso da certe “pseudoteorie”, sarei, piuttosto, molto dispiaciuto se, tali pregiudizi, impedissero ai miei concittadini di farsi un’idea autonoma e personale della lista.

Scoprirebbero, infatti, che le reali motivazioni che ci spingono sono da ricercare nella voglia di cambiare una politica cittadina tesa all’immobilismo, ed incapace di elaborare e mettere in campo idee e strumenti in grado di portare alla città miglioramenti concreti. Ogni Sindaco, nel corso del proprio mandato, ha il diritto ed il dovere di “disegnare” una propria idea per la città, cercando di finalizzare la propria amministrazione a questo programma. Può essere considerato un errore affidare al proprio successore il completamento di alcune progetti, ma il presupposto di aver ereditato problemi non è un alibi sufficiente a trascinarne la soluzione per cinque anni.

Le contrapposizioni ed i personalismi non possono essere un vincolo ed un freno allo sviluppo cittadino: è necessario pensare ed agire ponendo al centro dell’azione di governo le esigenze ed il futuro della città,  piuttosto che i “destini” e le “collocazioni” dei singoli.

Stasera, a partire dalle 18,00, alcuni candidati saranno alla circoscrizione 5 per partecipare ad una iniziativa, se non volete limitarvi alle parole delle persone che esprimono giudizi su di noi, senza neppure conoscerci,  venite ad incontrarci, ci farà molto piacere parlare delle idee e dei progetti che abbiamo.

Faccia a faccia tra Taradash e Cosimi.

aprile 23, 2009 di admin  
Articolo nella categoria: La Voce dei Candidati

di Danilo Verticelli.

Abbiamo assistito al primo faccia a faccia tra due candidati alla poltrona di Sindaco di Livorno. Taradash e Cosimi presso l’emittente televisiva Telecentro, entrambi in blu.

Tre temi su cui rispondere: il degrado del centro, la sicurezza, il rigassificatore.

L’impressione che se ne è avuta è che nessuno dei due avesse la benché minima voglia di stare lì, come se fosse un ruolo assegnato, chi per motivi di bandiera, chi per motivi di carriera, e che le cose dette fossero alquanto lontane da una realtà che tutti osserviamo.

Beninteso: Taradash ha messo in evidenza aspetti reali di degrado, ma con l’enfasi dell’uomo della strada e quindi senza la necessaria incidenza, in fatti o cifre, che occorre ogni volta che si affrontano problemi del genere.

Cosimi del resto, ha illustrato una città figlia delle statistiche de Il Sole 24 Ore e di Italia Oggi, nella quale si vive bene, nella quale non ci sono problemi di sicurezza, dove in fondo l’Amministrazione ha fatto molto e se non ha fatto di più è per colpa del Governo centrale che ha tagliato i trasferimenti ai Comuni. Snocciola due numeri su strade e marciapiedi.

Un mondo a sé. Ideale, affatto coincidente con ciò che si vive quotidianamente. Una forma di snobismo oligarchico in cui l’assenza da ogni problematica sul lavoro è scaturita solo in un anatema contro il grande numero di esercizi commerciali se rapportati agli abitanti (“basta fare la divisione”) e in un vago accenno alla Porta a Mare (già proprio quella bloccata da questa Amministrazione) ed alle crociere (?) come fonti di futuro sviluppo. Il nulla più assoluto su edilizia, imprese, professioni, studenti, giovani. Il tema forse non lo richiedeva. I due si sono ben guardati dall’affrontare invece questi elementi. Il degrado della zona di via Terrazzini, ad esempio.

Sicurezza. A traino della denuncia del degrado, Taradash ha affermato la necessità di un ferreo controllo del territorio e soprattutto delle emergenze irregolari che popolano determinati quartieri. Nulla di nuovo. Tecnica della sicurezza. Cosimi ribatte che Livorno ha pochi immigrati irregolari e che comunque, nonostante i soliti tagli da parte del Governo, e nonostante egli si vanti di aver incassato 5 Mln di euro in meno di multe, il corpo dei Vigili Urbani ha fatto il possibile per arginare i pochi incidenti in tema di sicurezza. Pare che Livorno sia anche qui un’isola felice. Livorno è una città in cui si vive bene, lo dicono i giornali (ma non chi vi vive), Livorno è una città sicura e controllata (stavolta lo dice Cosimi, ma non i cittadini).

Sembra che i due stiano fiorettando in attesa di un finale liberatorio. La stanchezza emerge dagli sguardi acquosi. Un “tu” che diventa “lei” che diventa “voi” che ridiventa “tu”. Citazioni cosimiane pseudo - sassoni (supply, maintenance, ecc) e in cui l’anglo appare riposto da un lato. Elogio del Liceo Classico. La testa altrove ancora.

Rigassificatore. Cosimi afferma che è una cosa buona e giusta. Traspare che ne sa poco o comunque non vuole dire di più. Taradash afferma che la stessa società che lo ha promosso nel frattempo e durante questi 7 anni di stasi del progetto, sta realizzando un gasdotto a Piombino. Le due cose sono compatibili? Forse si. Instilla il dubbio.

La stoccata finale per un  punticino in più la segna Taradash quando dice che per il ritardo di 7 anni nella realizzazione del rigassificatore Pisa ha chiesto i danni ed anche con quei soldi lavorerà sul progetto Incile mentre Livorno quei soldi neanche li ha chiesti. Cosimi non sa che pesci prendere e dice solo che Pisa quei soldi ancora non li ha presi. Aggiunge che il rigassificatore di Livorno è un progetto pilota e unico per l’Italia. Forse ignora che al largo di Rovigo è agente un impianto simile a quello che doveva essere fatto al largo di Livorno, vedi http://www.governo.it/GovernoInforma/Dossier/rigassificatore_rovigo/ , e che è agente mentre qui si dorme.

Non glielo hanno detto.

Alla fine una battuta da oratorio di Taradash fa dire a Cosimi che egli usa “violenza verbale”. Taradash lo guarda stranito e cerca di capire dove sia la violenza, che in effetti non c’è. Tant’è. Tutti a casa. Pubblicità.

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