08-09-2010

Faccia a faccia tra Taradash e Cosimi.

aprile 23, 2009 di admin  
Articolo nella categoria: La Voce dei Candidati

di Danilo Verticelli.

Abbiamo assistito al primo faccia a faccia tra due candidati alla poltrona di Sindaco di Livorno. Taradash e Cosimi presso l’emittente televisiva Telecentro, entrambi in blu.

Tre temi su cui rispondere: il degrado del centro, la sicurezza, il rigassificatore.

L’impressione che se ne è avuta è che nessuno dei due avesse la benché minima voglia di stare lì, come se fosse un ruolo assegnato, chi per motivi di bandiera, chi per motivi di carriera, e che le cose dette fossero alquanto lontane da una realtà che tutti osserviamo.

Beninteso: Taradash ha messo in evidenza aspetti reali di degrado, ma con l’enfasi dell’uomo della strada e quindi senza la necessaria incidenza, in fatti o cifre, che occorre ogni volta che si affrontano problemi del genere.

Cosimi del resto, ha illustrato una città figlia delle statistiche de Il Sole 24 Ore e di Italia Oggi, nella quale si vive bene, nella quale non ci sono problemi di sicurezza, dove in fondo l’Amministrazione ha fatto molto e se non ha fatto di più è per colpa del Governo centrale che ha tagliato i trasferimenti ai Comuni. Snocciola due numeri su strade e marciapiedi.

Un mondo a sé. Ideale, affatto coincidente con ciò che si vive quotidianamente. Una forma di snobismo oligarchico in cui l’assenza da ogni problematica sul lavoro è scaturita solo in un anatema contro il grande numero di esercizi commerciali se rapportati agli abitanti (“basta fare la divisione”) e in un vago accenno alla Porta a Mare (già proprio quella bloccata da questa Amministrazione) ed alle crociere (?) come fonti di futuro sviluppo. Il nulla più assoluto su edilizia, imprese, professioni, studenti, giovani. Il tema forse non lo richiedeva. I due si sono ben guardati dall’affrontare invece questi elementi. Il degrado della zona di via Terrazzini, ad esempio.

Sicurezza. A traino della denuncia del degrado, Taradash ha affermato la necessità di un ferreo controllo del territorio e soprattutto delle emergenze irregolari che popolano determinati quartieri. Nulla di nuovo. Tecnica della sicurezza. Cosimi ribatte che Livorno ha pochi immigrati irregolari e che comunque, nonostante i soliti tagli da parte del Governo, e nonostante egli si vanti di aver incassato 5 Mln di euro in meno di multe, il corpo dei Vigili Urbani ha fatto il possibile per arginare i pochi incidenti in tema di sicurezza. Pare che Livorno sia anche qui un’isola felice. Livorno è una città in cui si vive bene, lo dicono i giornali (ma non chi vi vive), Livorno è una città sicura e controllata (stavolta lo dice Cosimi, ma non i cittadini).

Sembra che i due stiano fiorettando in attesa di un finale liberatorio. La stanchezza emerge dagli sguardi acquosi. Un “tu” che diventa “lei” che diventa “voi” che ridiventa “tu”. Citazioni cosimiane pseudo - sassoni (supply, maintenance, ecc) e in cui l’anglo appare riposto da un lato. Elogio del Liceo Classico. La testa altrove ancora.

Rigassificatore. Cosimi afferma che è una cosa buona e giusta. Traspare che ne sa poco o comunque non vuole dire di più. Taradash afferma che la stessa società che lo ha promosso nel frattempo e durante questi 7 anni di stasi del progetto, sta realizzando un gasdotto a Piombino. Le due cose sono compatibili? Forse si. Instilla il dubbio.

La stoccata finale per un  punticino in più la segna Taradash quando dice che per il ritardo di 7 anni nella realizzazione del rigassificatore Pisa ha chiesto i danni ed anche con quei soldi lavorerà sul progetto Incile mentre Livorno quei soldi neanche li ha chiesti. Cosimi non sa che pesci prendere e dice solo che Pisa quei soldi ancora non li ha presi. Aggiunge che il rigassificatore di Livorno è un progetto pilota e unico per l’Italia. Forse ignora che al largo di Rovigo è agente un impianto simile a quello che doveva essere fatto al largo di Livorno, vedi http://www.governo.it/GovernoInforma/Dossier/rigassificatore_rovigo/ , e che è agente mentre qui si dorme.

Non glielo hanno detto.

Alla fine una battuta da oratorio di Taradash fa dire a Cosimi che egli usa “violenza verbale”. Taradash lo guarda stranito e cerca di capire dove sia la violenza, che in effetti non c’è. Tant’è. Tutti a casa. Pubblicità.

I senegalesi e il mercato di Mariateresa Talarico

aprile 20, 2009 di admin  
Articolo nella categoria: La Voce dei Candidati

I venditori ambulanti senza permesso  di venditore  ambulante e spesso neanche quello di soggiorno, sono da più di dieci anni presenti nei luoghi più commerciali della città. Circa 10 anni fa quando ero Presidente della Confesercenti facemmo un accordo con la prima Giunta Lamberti per organizzare ed integrare la presenza di coloro che con permesso di soggiorno, potessero accedere al lavoro di ambulante legalmente. Così fu che, numerosi immigrati generalmente  senegalesi e magrebrini facendo dei corsi per ottenere la licenza e ampliando gli spazi nelle zone mercatali ( via Sant’Omobono – via di Franco – via Buontalenti etc.  ottennero legalmente la licenza di vendere,   di concerto con i venditori livornesi e  nello spirito di piena accoglienza.

Cosa è successo negli anni :

Il numero di extracomunitari senza licenza (spesso senza permesso di soggiorno), è aumentato,  ma è stato gestito male il problema e  il tentativo maldestro di risolvere la situazione  della giunta Cosimi è stato  incredibile.

Il sindaco Cosimi 2 anni fa, a seguito di una protesta di alcuni extracomunitari, all’improvviso , ha inviato operai del Comune a delimitare con strisce gialle aree nel pieno centro del mercato ( davanti al frataio e verso il palazzo con i portici di via Buontalenti) per risolvere una protesta di gente senza licenza e forse senza permesso. La protesta civile e non razzista dei commercianti della zona che  aspettavano da anni la delimitazione delle loro aree, pagano il suolo pubblico e tutte le tasse, che sono in graduatoria storica per avere i posti di prima fila, era più che giustificata. Ma come fa un  Sindaco a concedere un’area a gente non legalmente riconosciuta come venditore e senza graduatoria? Roba da denuncia al Comune!!!

Noterete che molti banchi al mercato sono stati comprati da quegli extracomunitari che con sacrifici e lavoro sono riusciti ad integrarsi. Livorno è una città aperta, l’importate è saper gestire nella legalità il problema , con tanta pazienza e correttezza, e di concerto con la Prefettura e la Questura.

La sicurezza è diventato un problema perchè occorre mantenere la legalità, perchè è nostro diritto     camminare in strade sicure, ma allo stesso tempo, cercare di non chiudere gli occhi per non vedere il problema degli extracomunitari. La nostra Repubblica si fonda sul lavoro, e chi lavora, non  può non essere accettato.

Mariateresa Talarico