10-09-2010

La Fortezza Vecchia - Francesca Cagianelli

maggio 25, 2009 di admin  
Articolo nella categoria: Cultura, La Voce dei Candidati

fortezzaSe in tempi recenti si è lottato, soprattutto da parte del governo nazionale, in direzione del recupero dei teatri e del restauro delle fortezze, coinvolgendo il Ministero dei Beni Culturali e i principali Enti bancari territoriali ai fini del reperimento delle risorse, a Livorno l’Amministrazione guidata dal Sindaco uscente, Alessandro Cosimi, ha preferito l’appaltamento della gestione a ditte di ambito locale, non specificatamente attive in tale settore, con effetti di notevole improvvisazione, non tanto nell’ambito dell’attività spettacolare, quanto piuttosto nel settore culturale, letteralmente e progressivamente scalzato dall’attività di ristorazione.
Cinque anni di tale gestione hanno determinato infatti una prevalente identificazione della Fortezza Vecchia in sede di ristorazione, mentre le iniziative espositive, a dire il vero scarse, non hanno raggiunto alcun apprezzabile riscontro turistico, nè tanto di meno di gradimento da parte di una stampa che non fosse squisitamente locale.
A fronte di tale scadimento delle attività artistiche ed espositive, si è voluto potenziare indebitamente la funzione della discoteca, gestita senza alcun senso di compatibilità con la vocazione del luogo.
Quella di un monumento che in quanto bene culturale avrebbe necessitato di un’attenzione diversa da parte dell’Amministrazione Comunale in termini di strategie di restauto, da ricercarsi quest’ultime nell’ambito di un coordinamento più illumnato con Stato e Regione.
E forse sarebbe davvero da ripensare il meccanismo amministrativo che ha consentito all’Amministrazione Comunale una totale deresponsabilizzazione rispetto ad una gestione privata che certamente non ha contribuito in termini sostanziosi alla manutenzione di tale bene architettonico primario della Città di Livorno.
Forse prima di bandire la gara di appalto, sarebbe stato necessario prodigarsi nella concertazione di una strategia che potesse convogliare a Livorno il necessario finanziamento per il completamento dell’opera complessiva di restauro del Bene, come si è fatto per le Fortezze della Garfagnana, niente affatto inferiori a quelle livornesi.